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Dal 1993 al 1994

L'organizzazione e l'attività sportiva ebbero inizio, come abbiamo visto nel capitolo inerente alla nascita della scuderia, nel 1993.
Il 1994 si aprì con la vittoria di Vesco-Bocelli alla Winter Marathon, nonostante un curioso episodio.
All'arrivo della prova sul laghetto ghiacciato, mentre Valerio Bocelli scandiva a Roberto gli ultimi sei o sette secondi a pochi metri dalla fotocellula, l'altro concorrente sulla pista di ghiaccio tamponò la loro Simca Abarth SS, scagliandola oltre la linea del traguardo con un paio di secondi d'anticipo...
In maggio ci fu la beffa alla Mille Miglia, dove Roberto Gaburri e Giuseppe Gallinari con l'Abarth Zagato 750 - autori di una strepitosa rimonta - non riuscirono a superare Cané, chiudendo al secondo posto.
La prima uscita ufficiale con il nome Brescia Corse avvenne però solo il 5 giugno del 1994, al Circuito di Cremona.
Si trattava di una gara inserita in quello che veniva considerato il campionato italiano di quegli anni, il Challenge HRCI, l'Historic Racing Club Italiano.
La Scuderia Brescia Corse si presentò in massa, sfoggiando le nuove giacche blu con lo scudetto sul petto e la scritta "Beretta Sport" sulla schiena.

Al termine della gara di campionato, la domenica pomeriggio, fu disputato il Trofeo Bugatti sul circuito del Po, che replica in scala quello di Monza.
Miglior esordio non poteva esserci: fu un trionfo, perché la Scuderia si aggiudicò entrambe le gare, la prima con Mazzetti-Specchia e la seconda con Vesco-Bocelli.
Nel corso dell'anno, la Scuderia ottenne altri cinque primi posti assoluti e una lunga serie di piazzamenti.
Le attese erano state ampiamente rispettate e, soprattutto, si aveva avuto conferma che la costituzione di una scuderia era stata una mossa vincente.
I soci avevano ora a disposizione gli strumenti per allenarsi e, soprattutto, potevano valersi dei consigli dei più forti.
Il Direttore Sportivo, Valerio Bocelli, istruiva i navigatori e svolgeva un prezioso lavoro alle gare.
Nel 1993, la Mille Miglia fu la prima gara di regolarità a misurare le penalità in centesimi di secondo, anziché in decimi. Fu un provvedimento improcrastinabile, stante il livello di precisione raggiunto dai regolaristi, che cambiò parecchio la tecnica di guida negli ultimi cento metri delle prove.
L'anno successivo, come ovvio, tutte le altre gare avevano seguito l'esempio della Freccia Rossa, passando al centesimo di secondo.
Ciò comportò la necessità di una perfetta sincronizzazione con gli apparecchi dei cronometristi ufficiali, che regolavano i loro orologi con il sistema impropriamente detto "satellitare".
Si trattava, in realtà, di cronometri che ricevevano in segnale radio trasmesso dall'Osservatorio di Francoforte, che garantiva l'assoluta precisione della misura del tempo.
Già dall'anno prima, le altre scuderie disponevano del "sincronizzatore" uno strumento che riceveva il segnale di Francoforte ed era in grado di trasmettere impulsi ad altri orologi.
Per alcuni anni, finchè i Controlli Orari non furono saggiamente regolati al minuto primo, anziché al centesimo di secondo, prima di ogni partenza Bocelli dispensava a tutti gli equipaggi della Scuderia l'ora esatta.
Fu quello, purtroppo, un periodo contraddistinto da polemiche e contestazioni sui risultati delle gare; la presenza della Scuderia consentì anche di evitare scontri personali diretti, facendo essa da tramite con la direzione della gara.
Entro la fine del 1994, altri dodici soci si aggiunsero ai ventiquattro fondatori. Oltre a loro, la Scuderia decise di assegnare il titolo di Socio Onorario a Vittorio Reverberi che già negli anni Sessanta si prendeva cura delle vetture di alcuni soci della Scuderia.

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