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Il Nome

Il nome Scuderia Brescia Corse.

Nei mesi successivi, mentre quasi ogni cosa era pronta per la costituzione, una notizia imprevedibile e sensazionale cambiò tutto, quando qualcuno disse: «sapete che il marchio Scuderia Brescia Corse è cessato e, al momento, inutilizzato?».
L’effetto fu dirompente, perché cambiava sostanzialmente lo spirito dell’iniziativa, aggiungendo l’elemento mancante.
In effetti, mentre s’ipotizzava la costituzione di una scuderia, i più attenti avevano compreso che un semplice sodalizio per regolaristi avrebbe avuto una funzione limitata agli scopi di alcuni appassionati.
Di certo non avrebbe potuto svolgere quei ruoli di riferimento culturale e recupero storico, assolutamente meritori e qualificanti di tutto ciò che riguarda l’automobilismo d’epoca.
L’idea piacque subito a tutti, in particolare a coloro che avevano preso parte o assistito alle imprese della Scuderia Brescia Corse negli anni Sessanta e Settanta.
Ad avvertirne ancor maggiormente il fascino furono forse i più giovani, quelli che da bambini guardavano ammirati le automobili che ostentavano lo scudetto bianco e azzurro.
Anche se, di fatto, la nuova scuderia era pronta per essere operativa, si decise di rinviare l’atto costitutivo ufficiale, alla presenza di un notaio, allo scopo di verificare la possibilità di chiamarla Brescia Corse.
Così, le prime gare del 1993 furono disputate in una sorta di “mutua assistenza” tra i soci della costituenda scuderia, pur senza nessuna forma di ufficialità; nel frattempo furono avviate le necessarie verifiche sulla Scuderia Brescia Corse.
Si scoprì così che l’attività sportiva era terminata tra il 1976 e il 1977, mentre la scuderia era stata ufficialmente sciolta nel 1979; dopo tale data il marchio non era stato rivendicato da nessuno e quindi, del tutto libero.
Per i fondatori della nuova scuderia ciò non era però sufficiente; anche se legalmente il marchio era utilizzabile, non ci si voleva impossessare di un nome tanto glorioso senza ottenere il consenso di chi lo aveva reso celebre.
Fin dall’inizio fu chiarito che l’operazione doveva connotarsi come il recupero storico di un’epopea bresciana tanto gloriosa. Ridare vita ad un nome che rischiava l’oblio non significava certo ripetere le epiche gesta di piloti quali Merzario, Casoni, Facetti, Pilone o i compianti “Pam”e “Noris”: l’unico intento era quello di mantenere vivo il ricordo di una realtà sportiva che seppe destare ammirazione ben oltre i confini della nostra provincia.
I nuovi soci - esclusivamente “gentlemen drivers” animati dal più puro dilettantismo - non disputavano competizioni velocistiche riservate alle vetture moderne, ma solo gare di regolarità per vetture d’epoca.
Si ritenne quindi di contattare il presidente e fondatore della prima Scuderia Brescia Corse, Alfredo Belponer. Alcuni mesi trascorsero nel tentativo di rintracciarlo, in quanto Belponer non viveva a Brescia da anni. Il contatto avvenne grazie ad Enrico Pasolini, uno dei migliori piloti della vecchia scuderia.
Quando fu raggiunto, Belponer chiese informazioni sulle persone che erano in procinto di rifondare la scuderia e sui loro scopi. Avute le risposte desiderate da Ugo Gussalli Beretta, suo vicepresidente all’atto della fondazione della Scuderia Brescia Corse nel 1965, Alfredo Belponer si dichiarò «ben lieto e nulla oppone all’uso del nome e del marchio della Scuderia Brescia Corse cessata il 20.5.1979».
Confortati dall’approvazione e dal compiacimento dell’illustre predecessore, successivamente ribadita con due lettere che pubblichiamo a fianco, i “rifondatori” procedettero a costituire regolarmente la Scuderia Brescia Corse davanti al notaio dell’Automobile Club di Brescia, presso la sede di Via XXV Aprile, con la formula dell’associazione sportiva. Contestualmente la scuderia fu iscritta negli appositi registri della C.S.A.I., la Commissione Sportiva Automobilistica Italiana.
Come richiesto dalle norme vigenti, furono nove i soci che firmarono alla presenza del notaio l’atto costitutivo e il primo statuto della Scuderia.
Considerato che non tutti poterono essere presenti quel giorno, si stabilì di considerare soci fondatori della scuderia tutte le ventiquattro persone che avevano preso parte agli incontri di fine 1992 e inizio 1993.
Il primo problema fu quello di trovare una sede per la scuderia. Grazie alla disponibilità di Giacomo Bontempi, Presidente dell’Automobile Club di Brescia, la sede fu fissata proprio in Via XXV Aprile, fino a quando non fosse stato possibile reperire una sede propria.
La prima assemblea elesse il direttivo, acclamando Giacomo Bontempi quale primo presidente.
Proprio come nel 1965, Ugo Gussalli Beretta fu nominato vicepresidente, così come Roberto Vesco, Paolo Mazzetti segretario, Valerio Bocelli direttore tecnico e Silvestro Specchia tesoriere.
Ezio Cominotti e Roberto Gaburri furono eletti consiglieri con Roberto Carrara, già consigliere nel 1965.
Fulvio Maifrini, Roberto Paoletti e Giuseppe Gallinari furono nominati probiviri della scuderia.
Gli altri soci fondatori furono Massimiliano Albuzza, Angelo Alquati, Silvia Annibaletto, Donato Benetti, Giovanni Casavola, Bruno Ferrari, Franco Gussalli Beretta, Paolo Mazzoldi, Giampiero Ognibene, Giuliano Ponzoni, Fabio Salvinelli e Laura Scotuzzi.
Il nuovo Consiglio Direttivo della Scuderia decise immediatamente di attribuire il titolo di Presidente Onorario ad Alfredo Belponer.
Con la precisa volontà di offrire un tributo d’ammirazione per chi rese grande il nome della nostra città sui campi di gara di tutto il mondo, fu deciso di attribuire il titolo di Socio Onorario a ciascuno dei piloti della prima Scuderia Brescia Corse, senza esclusione, che ne avessero fatto richiesta.

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